Piano adolescenza del Comune di Bologna

Ragazze che saltano per mano in un parco per bandi pon comune di bologna adolescenti e giovani

Gli adolescenti sono una componente rilevante della popolazione bolognese. Sono 27.201 i ragazzi fra gli 11 e i 19 anni residenti a Bologna al 31 dicembre 2018, di cui 9.040 dagli 11 ai 13 anni e 18.161 dai 14 ai 19 anni. Nel complesso gli studenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado sono oltre 30 mila se si considerano ragazze e ragazzi residenti nell’area metropolitana che studiano nelle scuole di Bologna e che, dunque, gravitano sulla città. Una popolazione consistente che si prevede, peraltro, in crescita nei prossimi anni, tenuto conto dell’incremento delle nascite negli ultimi anni e degli arrivi dovuti ai flussi migratori.

A partire da questa realtà, ma anche dalla consapevolezza di quanto sia proprio questa fascia di età con le sue grandi potenzialità e al contempo con le sue vulnerabilità a essere particolarmente interessata ed esposta ai cambiamenti socio culturali del nostro tempo, il Comune di Bologna ha individuato come prioritarie le politiche per gli adolescenti e i giovani.

È forte infatti la convinzione che investire, ma soprattutto investire bene, in questo ambito significa investire sul futuro della comunità, il cui sviluppo non può prescindere dal protagonismo e dalle capacità di innovazione di cui le nuove generazioni sono portatrici.

Investire bene significa non solo intensificare l’impegno, dando continuità agli interventi e ricercando maggiori risorse, ma anche puntare su una maggiore integrazione di azioni e politiche di territorio, non sempre presente con adeguata sistematicità. Per investire bene occorre anche orientare in modo efficace le risorse per cui è fondamentale rileggere i bisogni e le aspettative del mondo adolescenziale caratterizzato da tanti cambiamenti e stili di vita completamente diversi da quelli del passato in un contesto anch’esso profondamente cambiato e talvolta fonte di rischi altre volte di opportunità da saper cogliere.

PIANO ADOLESCENZA DELLA CITTÀ

Il progetto del Comune rivolto all’adolescenza è complesso e articolato e racchiude molte azioni, tutte funzionali a un obiettivo molto chiaro, "sviluppare un piano adolescenza della città di Bologna, che a partire da una riflessione complessiva sugli adolescenti, che deve necessariamente coinvolgere i tanti soggetti che se ne occupano dentro e fuori dal Comune, in primis le Istituzioni scolastiche, l’Ausl, il terzo settore, la Curia, ci consenta di orientare al meglio la programmazione delle azioni nei prossimi anni in un sistema costituito da molteplici attori - spiega la vicesindaco Marilena Pillati - Gli indirizzi politici per arrivare a questo obiettivo li abbiamo riassunti in un atto di Giunta, adottato all’inizio di questo anno. Indirizzi che esprimono elementi di contenuto, ma anche di metodo: l’integrazione delle azioni, il potenziamento degli interventi, ma anche il loro orientamento verso alcuni ambiti prioritari, la centralità della progettazione partecipata degli interventi e del lavoro di comunità, da svolgersi con un ruolo chiave dei Quartieri, la capacità di valutare l’efficacia di ciò che mettiamo in campo, la necessità di una mappatura delle opportunità, ma anche una maggiore conoscenza del mondo adolescenziale per orientare al meglio gli interventi avendo la capacità di innovare i modelli e gli approcci metodologici".

Alcuni passaggi di questo documento di indirizzi sono particolarmente rilevanti.

Collaborazione con il Dipartimento di Scienze dell’Educazione dell’Università di Bologna

Per il “Piano Adolescenza” si è proceduto attivando una apposita Convenzione dedicata alle tematiche dell’adolescenza e alle azioni di prevenzione e di lotta al disagio scolastico e socio-educativo per questa fascia di età. La Convenzione si inserisce in una storia di relazioni antiche e profonde tra Università e Comune di Bologna volte a supportare le reciproche mission istituzionali attraverso un dialogo forte tra mondo della ricerca e della formazione e l’Amministrazione locale. Questa intesa si muove nella convinzione che è nella sperimentazione di azioni di intervento innovative nel locale, coinvolgendo gli operatori che si occupano a diverso titolo di adolescenti, che il mondo della ricerca può contribuire con autorevolezza, e attraverso raccomandazioni, alle politiche educative e sociali e di welfare rivolto ai giovani, a livello locale, nazionale e internazionale. In particolare, la Convenzione ha permesso di attivare un gruppo di ricerca interdisciplinare (antropologi, pedagogisti, psicologi e sociologi) che si è posto i seguenti obiettivi:

  • Monitoraggio dei servizi/progetti/esperienze sull’adolescenza (fascia di età 11-18) del territorio comunale, confluito nella mappatura
  • Valutazione dei servizi/progetti/esperienze realizzati e sperimentazione di azioni di messa in rete degli attori su queste tematiche presenti sul territorio
  • Conoscenza della condizione giovanile e degli stili di vita degli adolescenti a Bologna nella loro pluralità.
  • Ricostruzione delle politiche e della storia dei servizi socio - educativi del territorio comunale.
  • Indagine sulle percezioni e rappresentazioni degli operatori educativi del Comune di Bologna sul sistema dei servizi (punti di forza e criticità) rivolti all’adolescenza.

Il tema del sistema di servizi e interventi per l’adolescenza è oggi cruciale non solo per il futuro delle nostre società, ma per la comprensione dei processi socioculturali in atto e per il miglioramento della qualità della vita di un’intera comunità.

Mappa delle opportunità e dei bisogni

Un altro aspetto molto rilevante negli indirizzi della Giunta è la necessità di avere un quadro conoscitivo sia delle opportunità rivolte agli adolescenti (servizi o altre attività) sia della situazione adolescenziale a Bologna, stili di vita, aspettative e opinioni dei ragazzi, propedeutica alla costruzione di una mappa dei bisogni. Per quanto riguarda la mappa delle opportunità, si tratta di ampliare un lavoro che è stato già svolto nell’ultimo anno in collaborazione con l’Università e che ha portato a una mappa dei servizi e dei progetti promossi direttamente dal Comune nei quartieri cittadini, estendendolo a tutti i soggetti che nella nostra città svolgono attività con e per gli adolescenti.

Novità assoluta riguardo la mappatura dei bisogni è stata l’indagine conoscitiva sull'adolescenza con il supporto tecnico di Nomisma, che fornisce un quadro informativo chiaro e aggiornato sugli adolescenti bolognesi, concentrandosi innanzitutto sul loro stile di vita, sul loro pensiero e sulle loro esigenze - manifeste o latenti - rispetto alle opportunità che offre la nostra città ai ragazzi da 11 a 19 anni.

L’indagine ha coinvolto 21.453 studenti delle scuole secondarie di Bologna (8.197 ragazzi delle medie e 13.256 ragazzi delle superiori) su alcuni temi specifici come, ad esempio, l’uso di internet e dei social network, gli stili di vita, i rapporti con la famiglia e con gli amici, il rendimento scolastico e il rapporto con la scuola.

La somministrazione ai ragazzi dei questionari online è avvenuta direttamente a scuola. All’indagine hanno risposto anche 5.676 famiglie a cui sono state poste le stesse domande fatte ai ragazzi, per capire meglio come i genitori vedono i propri figli e quanto li conoscono.

Completano il quadro conoscitivo le interviste e i focus group che hanno coinvolto oltre 100 persone che lavorano nel Comune di Bologna e in realtà pubbliche e private del territorio che, a vario titolo, entrano in contatto con il mondo degli adolescenti. Questa parte dell’indagine ha permesso la raccolta di altri punti di vista utili a completare il quadro dell’offerta cittadina di opportunità rivolte ai giovani da 11 a 19 anni e a definire i bisogni percepiti da chi lavora a stretto contatto con loro o per loro. Obiettivi, questi, che trovano completezza anche nel coinvolgimento, tramite intervista online, degli educatori, delle associazioni e cooperative che organizzano attività per gli adolescenti, delle scuole, delle parrocchie e degli altri interlocutori che quotidianamente lavorano con i più giovani.

“Non volevamo dare per scontato di sapere quello che gli adolescenti pensano o quali sono i loro bisogni e le loro aspettative e abbiamo scelto quindi di metterci direttamente in ascolto. Il risultato di questo enorme lavoro è un patrimonio di informazioni a disposizione di tutti, che orienterà le nostre scelte future sulle principali direttrici del piano adolescenza, in quegli ambiti che avevamo già individuato negli indirizzi della Giunta che ha dato il via a questo lavoro – spiega ancora Pillati – La sfida del Piano Adolescenza è quella di cambiare il nostro sguardo e, dunque, il nostro modo di lavorare con loro, non solo per offrire servizi per i ragazzi, ma per costruire opportunità. Non vogliamo solo lavorare “per” loro, ma “con” loro, per garantire futuro, che deve essere la parola d’ordine del Piano adolescenza. Un futuro di pari opportunità, di apprendimenti e competenze, di partecipazione attiva e di protagonismo, dentro e fuori dalle aule di scuola. Serve un lavoro di rete tra gli adulti capace di trasmettere ai ragazzi l’attenzione e l’interesse nei loro confronti, attraverso un ascolto autentico e la promozione di una loro partecipazione attiva. Dobbiamo far capire che le loro idee contano”.

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