Youngabout international film festival, dal 16 al 28 marzo la dodicesima edizione

15 Marzo 2018

Al via venerdì 16 marzo la dodicesima edizione di Youngabout international film festival, il festival che porta a Bologna, nella città metropolitana e nella regione, grazie alla collaborazione con altre realtà culturali e festival (Castel San Pietro e Nonantola), film di qualità inediti, in versione originale, frutto di una selezione accurata, rivolti alla sensibilità e all'intelligenza di ragazze e ragazzi, bambine e bambini. Il programma di quest'anno, costruito dall'associazione Gli anni in tasca e realizzato grazie al contributo del Comune di Bologna, include 17 lungometraggi, 4 mediometraggi, 28 cortometraggi in concorso (dieci fuori concorso) provenienti da tutto il mondo, molti in prima visione nazionale. Le sedi di proiezione sono i cinema Odeon e Europa, ma gli eventi toccano tanti punti della città.

Ad accomunare tutti i film, corti, medi e lunghi, quest’anno è il tema dei riti di passaggio: tutte le bambine e i bambini, le adolescenti e gli adolescenti, protagonisti delle narrazioni cinematografiche proposte, devono o scelgono di affrontare, con esito positivo, situazioni impreviste, difficoltà inimmaginabili, paure ineludibili, spesso surclassando, in questo, adulti inadeguati, timorosi delle responsabilità dettate dal proprio ruolo.

Da un lato scopriamo un’infanzia iperprotetta, a cui, per eccesso di cura, viene negata la possibilità di sperimentare e misurarsi con le prime delusioni, i primi dolori o le prime gioie (Hearthstrings), dall’altro ragazze e ragazzi soli, non visti, abbandonati a sé stessi e al proprio nulla affettivo e culturale (Butterfly kisses), ragazzi che devono imparare ad accettare la delusione per le scelte egoistiche degli adulti (Cloudboy), piccole donne “forti” come Meral, che prende in mano il suo destino e a 7 anni riesce a farsi accettare da chi inizialmente la rifiuta (Owls and mice), giovani gipsy emarginati che, nell’Ungheria odierna, riescono a combattere, a suon di goal, il pregiudizio razziale (Brazils), mentre, nell’Australia degli anni ’60, il quattordicenne Charlie combatte, a suo modo, grazie anche all’amore per la lettura, la battaglia per l’uguaglianza e l’abbattimento delle barriere del razzismo (Jasper Jones) e nell’Inghilterra del 1935, due bande di ragazzini, devono dare prova di coraggio, affrontando il nodo, attualissimo, dello spionaggio politico (Swallows and Amazons), quattro adolescenti non vedenti affrontano un viaggio, davvero incredibile, dal Tibet al Sud della Cina per dimostrare a se stessi e ai propri concittadini di potercela fare (Ballad from Tibet, tratto da una storia vera), dall’Ucraina povera nasce la stella della danza Polunin, capace di dimostrare che sono le passioni e la tenacia, nell’assecondarle, il motore dell’esistenza (Dancer), nella periferia di Roma i giovani Agnese e Stefano, nonostante la cecità e l’egocentrismo degli adulti, trovano un loro modo di amarsi (Cuori puri), ad Amsterdam impazza ancora la guerra dei legni riciclati, che evoca la nostra amata Guerra dei bottoni (Scrap wood war), i piccoli norvegesi Casper ed Emma, a 4 anni, scoprono il fascino dell’avventura in montagna e la meno fortunata ragazzina catalana Simona deve imparare cosa è l’elaborazione del lutto (Summer 1993), mentre l’arrogante Wallay, impregnato com’è dei miti del consumismo, deve aprire gli occhi sul mondo, attraverso il viaggio a ritroso nei luoghi d’origine della sua famiglia. Nel bush australiano è ambientato l’avventuroso viaggio di Mick e descritta l’amicizia con il cane randagio Red (Red dog: true blu), un tuffo nel passato ci restituisce il film italiano Amici per la pelle di Franco Rossi (1955), uno dei più dotati cantori italiani dell’adolescenza. Il film olandese Enough! ci racconta quanto sia importante la capacità di pensare con la propria testa e di saper dire Basta! al bullismo e alla sopraffazione. Due mediometraggi, La prima volta e L’incontro e alcuni cortometraggi di qualità, girati a Bologna, ci confermano la vivacità culturale della nostra città e la passione per il cinema, che noi speriamo, anche con le nostre rassegne e i numerosi e variegati percorsi formativi, di poter alimentare e valorizzare.

Il programma dei cortometraggi presenta opere provenienti da tutto il mondo, alcune estremamente complesse e raffinate, numerose dotate della freschezza e dell’innovazione, tipiche dei saggi di diploma, altre la ricchezza degli stimoli del mondo della scuola. Da non dimenticare due appuntamenti a cui teniamo particolarmente: la consegna del Premio Vassallo al giovane Elia Minari, autore del libro Guardare la mafia negli occhi (Rizzoli) e l’incontro al Dams di Bologna dedicato all’autore di famosissimi personaggi di Carosello, Paul Campani.
Non resta che immergersi in questo cinema di qualità di produzione europea ed extraeuropea per ragazze e ragazzi, che grazie a una rete invisibile di operatori culturali mantiene accesa la trasmissione, di generazione in generazione, dell’amore per il cinema.

Sigla YA 2018