Patto di collaborazione per la promozione dei diritti delle persone LGBTQI

18 Aprile 2017
Foto di gruppo alla firma del Patto generale di collaborazione per la promozione e la tutela dei diritti delle persone e della comunità LGBTQI

Il Sindaco Virginio Merola ha firmato con 14 associazioni cittadine il “Patto generale di collaborazione per la promozione e la tutela dei diritti delle persone e della comunità LGBTQI nella città di Bologna”. Il documento è il frutto di un percorso tra l'Amministrazione comunale e 14 associazioni LGBTQI che hanno presentato 52 progetti dopo l'avviso pubblico dello scorso 23 gennaio. Con la firma del Patto, il Comune di Bologna prosegue la tradizione di avanguardia che lo caratterizza da più di 30 anni nel rapporto con le associazioni gay, lesbiche e transessuali.

Con questo patto di collaborazione, che avrà valore fino al 30 settembre 2021, l'Amministrazione Comunale e le associazioni firmatarie hanno stabilito un Piano di azione locale articolato in bisogni, obiettivi e azioni. Le azioni che le associazioni firmatarie realizzeranno sono sussidiarie a quelle del Comune e hanno l'obiettivo di rimuovere ogni forma di discriminazione e tutelare i diritti delle persone e della comunità LGBTQI con il fine ultimo che ogni cittadina e ogni cittadino possa vivere liberamente la propria identità e il proprio orientamento sessuale.  

Nell'ambito del Patto, l'immobile “La Salara” in via Don Minzoni 18 è stato individuato e verrà assegnato per fini istituzionali ad alcune delle associazioni firmatarie per svolgere le loro attività. Dopo la firma del patto verranno stilate apposite convenzioni e protocolli operativi con le varie associazioni per definire i reciproci impegni relativi alla concessione in uso temporaneo degli spazi e immobili pubblici e gli eventuali contributi finanziari e rimborsi delle spese sostenute.

“È un passo in avanti notevole che facciamo anche a livello nazionale – ha detto il Sindaco – siamo abituati nella storia della nostra città ad avere un rapporto solido con il movimento LGBTQI. Oggi, grazie al percorso che abbiamo fatto assieme affermiamo che quelli portati avanti dalle vostre realtà sono servizi di interesse generale svolti per conto del comune di Bologna”.

 

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