14 - Attività di commercio in materia di oggetti preziosi

Sono considerati oggetti preziosi quelli costituiti, in tutto o in parte, da metalli preziosi ossia oro, argento, platino e palladio, coralli e perle di ogni tipo, anche se venduti sciolti, e da pietre preziose (diamanti, rubini, zaffiri, smeraldi, anche se venduti sciolti, ed ogni altra pietra che sia unita a metalli preziosi).
A partire dal 1 luglio 2017 l'autorizzazione per la vendita di preziosi si ottiene presentando un'apposita domanda allo Sportello Unico per le Attività Produttive tramite Posta Elettronica Certificata all'indirizzo suap@pec.comune.bologna.it, che la trasmette alla Questura competente per territorio affinchè l'Ente rilasci l'autorizzazione prevista dall’art. 127, comma 1 e art. 128 del R.D. 6 giugno 1931, n. 773 Testo unico delle leggi di Pubblica sicurezza.

L'attività non può essere iniziata prima del rilascio dell'autorizzazione o del decorso il termine per il silenzio-assenso.

Il regime per l'avvio dell'attività è previsto dalla SEZIONE I- ATTIVITA' COMMERCIALI E ASSIMILABILI-PUNTO 1 -COMMERCIO SU AREA PRIVATA Attività n.1.10. Casistiche relative alla vendita di specifici prodotti punto 35 - della tabella A allegata al D. Lgs. 25 novembre 2016, n. 222, recante “Individuazione di procedimenti oggetto di autorizzazione, segnalazione certificata di inizio di attività (SCIA), silenzio assenso e comunicazione e di definizione dei regimi amministrativi applicabili a determinate attività e procedimenti, ai sensi dell'articolo 5 della legge 7 agosto 2015, n. 124”.

I locali destinati all'attività di commercio oggetti preziosi devono soddisfare misure di protezione passiva che non sono predeterminabili; prima di chiedere l'autorizzazione è opportuno preliminarmente contattare i competenti Uffici delle Questure, per conformare le misure di protezione passiva alla tipologia di attività e ai criteri minimi di sicurezza richiesti a livello locale.